martedì 19 giugno 2018

Vivere nel rilassamento della fede, Vimala Thakar



Cosa succede alle cellule del cervello, come vengono attivate nella guaritrice totalità del silenzio, è qualcosa che non so esprimere in termini scientifici, ma è qualcosa che ho visto. Nel silenzio, si attivano parti del cervello che non hanno nulla in comune con la memoria. Questo è quanto di meglio io possa spiegare.
Energia abbondante, vigore e vitalità illimitati, saturano e permeano una nuova persona la cui psiche non ha centro, nemmeno nel corpo; la cui conoscenza può percepire senza dividere la vita in "me" e "non me".
Ancora meglio, il movimento di tale persona è come il movimento di un'onda in seno all'acqua, non è separata e indipendente dall'oceano, anche se la sua forma crea l'illusione che lo sia. L'individualità di questa persona è come un'onda sulla superficie dell'oceano. E' sempre connessa con l'oceano e affonda in esso. La totalità nella forma di un individuo è come un'onda, un'onda sulla totalità del cosmo.
Quando ci rilassiamo nella consapevolezza dell'unità della vita, non ci aspettiamo che accada qualcosa, perché le aspettative sono basate sul passato. Ma a un livello più sottile, possiamo desiderare che il passato continui attraverso il presente in qualche aspetto qualificato o modificato, e si manifesti. Il desiderio previene il rilassamento in quanto vi è la tensione provocata dal cercare di rilassarci mentre soffriamo di aspettative croniche circa il futuro, circa l'ignoto. Se subconsciamente stiamo calcolando, misurando, sperando qualcosa, allora non c'è rilassamento; c'è solo lo sforzo di trattenere il passato mentre si esplora l'ignoto.
Il rilassamento nella fede non è solamente fisico, muscolare, neurologico, ma scende più in profondità nella psiche. A un livello profondo voi comprendete quand'è che è richiesto uno sforzo e quando invece non lo è. Ai livelli fisico e psicologico voi richiedete uno sforzo dal corpo, dalla mente, dal cervello per potervi prendere cura della vita quotidiana, e dovete imparare a compiere questi sforzi in maniera confortevole e precisa. Ma nel rilassamento della fede lo sforzo non ha alcun rilievo; può solo continuare il movimento condizionato della mente e non permettere che accada alcunché di nuovo.
Voi dite: "Non posso fare nessuno sforzo ora; qualsiasi cosa avverrà, sarà attraverso il movimento dell'intelligenza universale". Così voi aprite con grazia tutte le porte e le finestre dell'essere e vi liberate di tutti i calcoli e le aspettative. Allora l'intelligenza cosmica ha l'opportunità di operare sull'intero essere. I nostri sforzi per interpretare l'inconoscibile, l'ignoto con qualsiasi vocabolo, con qualsiasi forma di verbalizzazione, creeranno uno schermo di condizionamenti e preverranno la comunione. Ma noi, che siamo un prodotto della civilizzazione e della cultura, noi abbiamo glorificato gli sforzi. Non abbiamo familiarità con questa dimensione dell'essere in cui siamo rilassati nella fede e non abbiamo aspettative, né prescrizioni su ciò che accadrà.
Dobbiamo sapere in anticipo cosa farà l'intelligenza universale, in che modo modellerà ognuna delle nostre vite. Non ci piace avere delle forze che operano su di noi senza sapere logicamente, metodicamente cosa accadrà. Abbiamo paura di essere vulnerabili, persino la parola vulnerabilità ci mette paura. Immaginiamo pericoli sconosciuti o inconoscibili per noi, è quanto più ci piacerebbe che la freschezza di una nuova energia emergesse nelle nostre vite, tanto più ci piacerebbe averne il controllo.
La nostra vita testimonia la nostra mancanza di fede, la nostra ritrosia nel permettere alla grazia dell'ignoto di discendere in noi. Vediamo il movimento dell'universo intorno a noi e ne deduciamo teorie elaborate, oppure componiamo bei poemi e inni, ma non arriviamo a percepire intuitivamente che una forza dinamica e intelligente opera in noi tutto il tempo, così come opera in qualsiasi cosa esista. La nostra tendenza all'isolamento, alla separatezza, alla divisione, non ci lascia riconoscere pienamente il fatto che noi siamo in intima relazione con tutte le espressioni dell'universo e ci impedisce di divenire consapevoli a un livello profondo che non possiamo dare ordini alla forza cosmica dell'intelligenza.
Cerchiamo di mantenere la supremazia in molti modi sottili. Cerchiamo di formulare piani, orari, immagini di come il divino debba manifestarsi nella nostra vita. Anche come ricercatori spirituali dediti alla scoperta della verità, abbiamo desideri subconsci, aspettative circa le modalità con le quali l'intelligenza cosmica opererà su noi. Evitiamo molto abilmente di divenire interamente vulnerabili, nonostante la vulnerabilità alla forza cosmica dell'intelligenza sia la sicurezza stessa. Poiché la forza cosmica è intelligente e non cieca, caotica, se le permetteremo di operare in ogni fibra del nostro essere, troveremo la bellezza e la grazia.
Se possiamo rilassarci nella fede, nasciamo in una nuova dimensione della vita ove tutto il patrimonio della conoscenza, dell'esperienza, tutti i movimenti condizionati del passato divengono irrilevanti ed entrano in sospensione. L'eredità della mente condizionata non viene distrutta, essa perde semplicemente di importanza. Come i giocattoli con i quali giocavamo nell'infanzia perdono importanza nella giovinezza o nella maturità, il passato perde importanza quando ci troviamo sulle frontiere dell'ignoto. I giocattoli come i condizionamenti non sono senza significato; essi, semplicemente, hanno perso la loro importanza per il movimento della vita che è in noi e non offrono più lo stesso piacere. Ma sono ancora reali, esistono ancora. Intellettualmente, psicologicamente non dobbiamo abbandonarli o rinunciarvi; perdono semplicemente importanza nel contesto, nel centro della nostra vita attuale.
Non so cosa ci sia da rinunciare nella vita, e cosa ci sia da acquisire, da ottenere. In realtà nella vita noi siamo organicamente in relazione con tutto; siamo fusi in una unità. Quando abbiamo  una percezione intuitiva della totalità dell'interezza, dell'assoluta realtà, noi rinunciamo facilmente alle false percezioni della realtà relativa. Non è che siamo cresciuti o che abbiamo perduto qualcosa. E' solo che abbiamo visto il vero come vero e il falso come falso.
Quando abbiamo una percezione intuitiva dell'unità della vita, non c'è bisogno di rinunciare a nulla. Ci rilassiamo semplicemente nella fede e lasciamo che la forza cosmica dell'intelligenza agisca sul nostro essere. Se l'intelligenza cosmica causa la crescita del seme che voi piantate nel profondo del cuore, aiutandolo a germogliare; se essa aiuta il legno a contenere l fuoco in sé; se aiuta l'acqua a rompere le più dure rocce della montagna, allora la forza dell'intelligenza contenuta nell'universo può anche causare negli esseri umani la trascendenza del conosciuto. Ma affinché la mutazione possa avvenire dobbiamo essere senza paura, dobbiamo avere l'umiltà, la fede. Quando entriamo nel mondo del silenzio trans-razionale e trans-psicologico, ciò non avviene nell'arroganza della superiorità, ma nella vulnerabilità, nel rilassamento della fede.
Vivere, Vimala Thakar Ed. Ubaldini

Nessun commento:

Posta un commento