venerdì 11 maggio 2018

Una postura consapevole, Jeanne de Salzmann


Sulla strada per la coscienza, la sensazione è l'esperienza essenziale. Ho bisogno di capire cosa significherebbe avere una sensazione consapevole. Desideriamo sapere chi siamo: ognuno di noi ne conosce la difficoltà. Giungo a uno stato di quiete con un po' più di immobilità e di silenzio, ma non appena ne emergo per rispondere alla vita torno allo stato precedente, non è cambiato nulla. Chi reagisce non è davvero l'io. Qualcosa in me non è stato scosso. Non ho mai la sensazione di essere alla radice di me stesso, di raggiungere la mia essenza. E non sono mai completamente toccato. Ci sono sempre parti nascoste di me che rifiutano.
Il mio corpo è il primo a rifiutare. Non sa niente dei miei desideri e vive una vita propria. Potrebbe invece partecipare al processo della conoscenza. E' il ricettacolo, il veicolo dell'energia che è in noi. Se guardiamo al nostro interno, ci accorgiamo che l'energia si concentra o nella testa o nel plesso solare, forse un po' nella colonna vertebrale, ma molto poco in confronto con gli altri centri, e nulla nella parte inferiore del corpo. E' come se il corpo non avesse una reale importanza; e tuttavia l'energia può agire solo dentro e attraverso il corpo.
Sento che questa energia comincia a comparire. Affinché agisca attraverso di me, ho bisogno di vedere il mio automatismo e riconoscere che se diventa più forte del movimento cosciente l'energia ricade al livello inferiore e ne vengo ancora una volta assorbito. E' molto importante la posizione del corpo. la mia posizione automatica trattiene l'energia e condiziona il pensiero e il sentimento. Ho bisogno di vederlo, di viverlo, in modo che si manifesti una sofferenza cosciente che mi spinga a ricercare una nuova postura più consapevole, che permetta a questa energia di scorrere nel corpo, come un campo elettromagnetico. La posizione del corpo deve dunque essere precisa e mantenuta costante attraverso una continua collaborazione tra pensiero, sentimento e corpo. Ho bisogno di sentirmi a mio agio, con un senso di benessere e stabilità. allora la posizione stessa può permettere alla mente di giungere a uno stato di totale disponibilità e di svuotarsi naturalmente dai pensieri agitati. Nella giusta postura, tutti i centri si armonizzano ed entrano in relazione. Trovo un equilibrio, un ordine in cui il mio "io" ordinario non la fa più da padrone ma trova il suo posto. Il pensiero è più libero, e così pure il sentimento, che è ora più puro, meno avido. Rispetta qualcosa.
Quando mi apro a questa energia c'è un assorbimento privo di giudizio che non giunge a conclusioni, e l'attenzione si mantiene costante, pazientemente e senza sforzo, penetrando in silenzio ciò che conosco. E' come un'espansione interna. Sento una maggiore unità tra il corpo e ciò che lo anima. Si è formato da sé un centro di gravità, il mio centro di gravità vitale. Non ci sono più contraddizioni in me, non c'è più rifiuto. Ho trovato in me il centro primordiale dell'energia, ho oltrepassato la lotta, il dualismo tra corpo e psiche. Più sperimento questo stato, più la mia essenza ne viene toccata. Ma non appena perdo il contatto con questo centro di gravità l'energia risale verso la testa o il plesso solare e contemporaneamente risorge la nozione di "io". Credo che questo contatto sia facile da mantenere, tuttavia l'idea stessa di mantenerlo è falsa. Questo centro deve diventare in me una seconda natura, la mia misura, la mia guida. Devo sentirne il peso in tutto ciò che faccio, altrimenti l'apertura ai centri superiori non  può avvenire.
Quando sperimento questa Presenza vivente, cosciente di sé, sento che è la Presenza stessa a respirare. La libertà del mio centro di gravità dipende dalla libertà del respiro. Quando lascio che il respiro funzioni senza interferire appare un'altra realtà, una realtà che non conoscevo. Ho bisogno di vedere che questa esperienza è il mio cibo essenziale e che devo ritornare a questo stato il più spesso possibile.

Ho di me un'impressione nuova, ma è fragile. Non sono abbastanza immerso nella sensazione di essere una Presenza vivente, che è troppo debole. Riappaiono le tensioni, le sento. Ma so da cosa mi separano, e poiché lo so, scivolano via. E' un movimento di flusso e riflusso in cui il mio sentimento diventa più forte. Perde i suoi elementi negativi e aggressivi e si apre sempre di più a qualcosa di più rarefatto, di più alto, un senso di vita. La mia intelligenza deve comprendere il significato delle tensioni e qualcosa in me ha bisogno di dare più spazio, non per obbligo ma per necessità, una necessità dell'essere. Cerco di capire questo stato privo di tensioni che mi porta più vicino al vuoto.
Divento consapevole di tutto un mondo di vibrazioni più sottili. Le sento, ne ho una sensazione, come se alcune parti di me ne venissero irrigate, vivificate, spiritualizzate. Tuttavia non sono ancora sotto l'influenza di queste vibrazioni, me ne rendo conto. Ma sento un bisogno sempre maggiore di non respingerle. L'io ordinario ha perso autorità e nel momento in cui si fa sentire un 'altra autorità sento che la vita ha senso solo se entro in risonanza con essa. Lavorando per creare questo accordo mi sento come situato in un circuito chiuso e mi sembra che se riuscissi a rimanervi a lungo avverrebbe il miracolo della mia trasformazione.
Per percepire queste vibrazioni più sottili devo giungere a una reale quiete del corpo, uno stato senza tensioni in cui il pensiero è solo un testimone che vede ciò che accade senza commentare. Capirò allora cosa significa avere una sensazione pura: una sensazione senza l'intervento dell'immaginazione. Il mio corpo è all'interno di questa visione priva di tensioni. Il rilassamento arriva da sé insieme alla lucidità di visione, e con esso sento che le isole di energia che prima erano al mio interno erano separate entrano più profondamente in relazione.
Questa sensazione sottile è un segno di incarnazione, il momento ella penetrazione in cui lo spirito si materializza e acquisisce una densità definita. In uno stato più oggettivo, in cui si stabilisce un ordine, il respiro può acquistare nuovo significato. Solo in questo stato sono capace di ricevere gli elementi più sottili dell'aria e assorbirli. Sento l'energia circolare liberamente nel corpo, senza che nulla la arresti o devi il suo corso, la proietti all'esterno o la fissi all'interno. Fluisce in una sorta di movimento circolare, che avviene senza il mio intervento. E' un movimento all'interno del quale io esisto. Scopro il mio respiro: l'assorbimento e la scarica di energia.

"La realtà dell'essere" Jeanne de Salzmann

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