lunedì 23 novembre 2015

Rilassamento e meditazione (1), Jean Klein



"Propongo questa meditazione, perché ci rendiamo conto a qual punto il nostro ascolto sia sempre in uno stato di afferrare, diciamo esattamente come questo corpo, questo ascolto, siano abitati continuamente da una attesa, un desiderio di appropriarsi di qualcosa, e per constatare fino a che punto il nostro corpo è condizionato, abituato da questo “desiderio di prendere”. Ci sono specialmente tre posti dove questo si fissa e, attraverso questi tre posti, è investito tutto il corpo.
Sono:
1)       la mascella, che è continuamente in stato di prendere;
2)       la mano, che è continuamente in  stato di prendere;
3)       il piede, che è continuamente in  stato di prendere.

Per andare più lontano, nel rilassamento, non incrociate le gambe e restate ad angolo retto (posizione: seduti su di una sedia). Non lasciate cadere il bacino all’indietro, come se si rovesciasse all’indietro. Il bacino è veramente seduto, perché lasciar cadere il bacino all’indietro è generalmente una fuga.
Far salire il pensiero dal bacino alla regione dorsale fino alla regione cervicale e anche là, vedrete a qual punto siamo sempre sul punto di prendere. Si produce un certo incurvamento nella regione cervicale, precisamente in quelle vertebre che escono. Dovete rettificare il vostro busto per avere la sensazione della verticalità. Poi dirigete la vostra attenzione sul palmo delle vostre mani, il palmo aderisce completamente alla coscia.
Prendete coscienza dei primi elementi che vogliono prendere tra le quattro dita e il pollice, voler prendere, prendere! Sentendo la sensazione tattile della mano sul punto di contatto, deponete completamente il peso della mano sulla coscia , poi sul polso, l‘avambraccio, il braccio e vi rendete conto come le spalle siano sempre in stato di  difesa, d’aggressività, di voler prendere! Si lasci andare tutto il peso sui punti di contatto.
C’è un altro stato, di voler prendere nei deltoidi e, quando deponete completamente il peso, rientrano nella loro cavità e questo crea immediatamente un grande rilassamento del dorso e delle scapole. Poi, andate in direzione della testa e potete osservare come il muscolo della mascella, della masticazione è sempre in stato d’attesa, aspetta sempre la colazione, attende sempre il pranzo, è sempre in attesa.
Constatate come, nella regione dei denti del giudizio, niente è steso, tutto ha “voglia di stringere”; rilassate questa regione. Quando la rilassate davvero, osservate la regione dell’orifizio uditivo; lì vicino, si trova una certa cavità che s’ingrandisce, a un dato momento…
Osservate come la regione frontale può “voler prendere”; distendete questa regione frontale, dovete evocare la sensazione tattile su tutta la capigliatura, il cuoio capelluto, come se la regione frontale stesse scivolando indietro nella nuca. Lasciate completamente la regione frontale che deve scivolare totalmente, risparmiando la mascella inferiore; avete l’impressione che il cervello potrebbe scivolare quasi fino al cuore. La testa è completamente eliminata, completamente vuota, disponibile.
Se volete, posso andare più lontano…! Sensazione nei due palmi delle mani, come se le depositaste su di un pallone; i palmi aderiscono completamente al pallone. Sensazione tattile nelle dita, i polsi che vorrebbero  coprire il pallone e voi ordinate a questo pallone di gonfiarsi, di ingrandirsi e le vostre mani crescono, l’avambraccio, il braccio ingrandiscono. Osservate cosa succede nelle spalle; ora fate una profondissima decontrazione che rilascia! Se potete mantenerla, si può andare ancora più lontano…
Nella cavità boccale, introducete un frutto sbucciato; tutta la cavità boccale sente il sapore di questo frutto; risvegliate la sensazione tattile, lasciate ingrandire questo frutto, come avete lasciato gonfiarsi il pallone. Questo frutto fa ingrandire la cavità boccale.
Osservate come tutta la muscolatura facciale si rilassi. Provate a mantenere questa separazione. Portate la vostra attenzione sulla volta plantare. Aderite a un pallone, gli alluci coprono completamente il pallone, anche i talloni; ecco che il pallone si sta ingrandendo… Vedrete come la volta plantare si apre: osservate cosa succede nella regione dei polpacci e delle cosce, la parte posteriore, la più importante; lo stesso nella regione lombare, nel bacino!
Non ritornate soprattutto nella regione frontale! Comprendiamo che non si tratta di conquistare, ma di diventare coscienti, consapevoli di questa voglia di prendere che abita il nostro corpo. Quando ogni dinamismo, ogni pulsione sono eliminati, allora il “ricercatore” si sveglia,diventa il “cercato”, il “trovato”!
Quando si è completamente in solitudine con se stessi, bisogna rendersi conto che non possiamo seguire un’ideale e  al tempo stesso, lasciar vivere una percezione corporea. Certe persone ignorano questa impossibilità della simultaneità e credono di poter sempre coordinare molte percezioni o concetti nello stesso tempo.
Mi sembra, senza voler imporre una scelta, che la presenza di un oggetto, che si chiama corpo, sia una buonissima partenza, perché nel nostro corpo si provano tutte le aggressioni, le difese, le reazioni. Come abbiamo già suggerito, bisogna dirigere l’attenzione e lasciare che risalti per noi la sensazione corporea, senza visualizzare il corpo nella sua forma.
Lasciare emergere completamente, lasciare aprire tutto quello che si può chiamare sensazione corporea. Si scopre che una certa scelta s’impone ancora e che certe parti del corpo si presentano prima di altre parti. Dal momento che queste parti s’impongono, osservate allora che c’è una reazione, perché molto spesso, si presenta un fastidio. Anche lì, constatate la difesa. A un dato momento, arriviamo alla sensazione globale del corpo. Questa sensazione globale del corpo si risveglia totalmente in noi, quando in noi non c’è più la minima intenzione.
E’ interessante notare come si rilassano i differenti strati. Il corpo assume una estensione diversa da quella imposta dalla sua visone. Si potrebbe dire che tutto ciò che si chiama energia corporea esclude i suoi confini. Alla fine non ci sono confini, né un corpo e il suo confine. Quando l’energia è completamente sciolta, liberata, non ci sono i confini, non più forme. Tutto ciò è oggetto della nostra attenzione. Tutto questo abbandono degli antagonismi corporei permette già un’altra funzione nei differenti piani e l’oggetto, su cui è stato posto prima l’accento, perde questo accento e si ha l’impressione che l’accento ,che si posa generalmente sull’oggetto osservato, si sposti sull’osservazione. Vedrete che l’oggetto muore, a un certo momento, come oggetto e non resta che l’osservazione. Lì, non si è in nessun posto! Non c’è nessuno! Non c’è volume, non c’è durata. Questa “presenza a sé” è un vissuto in questa specie di meditazione e “il non essere da nessuna parte” si presenterà anche durante la giornata, quando ci dedichiamo alle varie attività. Restiamo in questo stato “di non essere da nessuna parte” e le attività si svolgono completamente, secondo la natura delle cose."


3ème Millenarie n. 42 –Traduzione: dr.ssa Luciana Scalabrini

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