venerdì 7 agosto 2015

Presentazione


A proposito di me e dello yoga

Il primo approccio è casuale mi trovo a frequentare un corso di yoga intorno ai 20 anni. Cambio città e continuo a praticare per molto tempo da sola accompagnata da un prezioso libro di yoga avuto in omaggio da un'amica. Viene il momento in cui la pratica diventa continuativa, al primo libro se ne aggiungono altri ed emerge la necessità di confrontarmi al di fuori delle mura di casa. Dove sto andando con la mia pratica? Sarò sulla buona strada? Frequento così alcune lezioni, incontri e seminari in alcune scuole di Torino, tra queste la scuola Satyananda. In questa scuola che seguo a Torino, in Italia ed in India, apprendo le tecniche classiche di yoga (hatha, raja, nidra). Un forte stimolo a condividere le mie esperienze sul tappeto con le persone che conosco, e non, mi porta ad insegnare e alla necessità di formarmi. Mi diplomo presso l' I.S.Y.C.O. di Torino nel 2003 e mi associo alla Y.A.N.I.Partecipo ad incontri residenziali di yoga terapia con il Dott. M.V. Bhole, medico, profondo conoscitore dello yoga e degli antichi testi sapienziali indiani.
L'incontro con lo yoga tantrico non duale del Kashmir proposto da Eric Baret, non mi lascia dubbi: trovo tutto quello che cercavo. Seguo gli incontri da lui proposti ed approfondisco la pratica con Stefania Redini, con Dominique Decavel e attraverso gli incontri di yoga della via diretta proposto da Ornella De Benedetti.
L'esplorazione della via tantrica prosegue con la formazione in yoga del suono con Patrick Torre.

A proposito di me e del massaggio

Qualche anno fa ho avuto il piacere di tenere delle lezioni di yoga ad un gruppo di disabili mentali, alcuni di loro avevano difficoltà a comprendere il movimento del corpo, la loro cognizione dello schema corporeo rendeva difficile assumere delle semplici posizioni. E' stato in quel momento che ho pensato che sarebbe stato utile avere uno strumento per accompagnarli ed indirizzarli nel movimento. Vengo così a conoscenza del massaggio tailandese, dove il corpo è portato in posture di allungamento passivo del tutto simili alle asana dello yoga. Il mio primo corso di massaggio tailandese a Torino nel 2008, segue la formazione a tu per tu con la massaggiatrice tailandese Bee Rungnapa e formazione approfondita con Umberto Bernacci presso l'AIMTT® di Torino.
Il massaggio mi coinvolge profondamente ed è sorprendente questa mia inclinazione se penso che fino a pochi anni fa non mi ero mai fatta massaggiare nemmeno una volta!
La curiosità e la passione mi portano ad approfondire altre tecniche, tra questi il Massaggio  Energetico Spirituale con Giovanni Fico, ed altre ora in fase di studio.
La partecipazione agli incontri di Reiki (I e II livello), si integra in questo percorso di apprendimento del massaggio. 
La passione continua, mi iscrivo alla formazione della terapia craniosacrale con Antonio Magrin. Un'altra prospettiva sulla visione e percezione del corpo si svela, qui l'aspetto sottile ed energetico si coniuga con la fisiologia. Scienza e percezione si incontrano.

Perché Sundaram?


SUNDARAM, si legge così come è scritta, è una parola sanscrita e significa bellezza.
E' il nome spirituale che ho ricevuto da Swami Niranjanananda (discendente di Swami Satyananda). Un nome così "bello" non me lo sarei mai attribuito da sola, il suo significato ha una valenza profonda.
Il nome spirituale ha il potere di risvegliare alla consapevolezza più elevata, racchiude la missione che la propria anima ha deciso di assumersi nell’incarnazione che sta vivendo.
Il senso in cui si intende la parola Bellezza è quello dei testi orientali, che lo vede come uno dei tre attributi divini: Satyam, Shivam e Sundaram (verità, bontà e bellezza).
Riporto un brano estratto dal testo "De l'abandon" di Erci Baret, che parla del suo maestro Jean Klein:
"Jean Klein vi incontrava, vi vedeva tale quale voi eravate, con i vostri conflitti, i vostri problemi e neanche un istante vi voleva cambiare, neanche di un millimetro. 

Non richiedeva alcuna trasformazione e non ha mai indicato alcuna cosa negativa tra i suoi amici. Voi entravate nella sua camera e lui si meravigliava della vostra bellezza, non vedeva nient’altro. Naturalmente, la bellezza che vedeva era la sua, ma questa meraviglia che egli aveva della sua propria bellezza si rifletteva in voi. A vostra volta, voi eravate meravigliati della sua bellezza. Questa bellezza era allora la vostra. Voi vi sentivate invitati a restare all’ascolto di quello che era lì, profondamente, senza mai forzare."

Perché il blog?
Questo blog nasce dall'esigenza di divulgare le mie proposte in una forma semplice e diretta. Come in un quaderno di appunti inserirò via via spunti di riflessione, citazioni e tecniche. La possibilità di colloquiare e confrontarmi con chi passa di qua è aperta e benvenuta. 

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