venerdì 21 settembre 2018

Il rilassamento profondo e la gestione dello stress, I parte

 

Incontri mensili di rilassamento profondo e meditazione:
  • giovedì 04 OTTOBRE 2018 dalle 20,00 alle 21,00
  • giovedì 08 NOVEMBRE 2018 dalle 20,00 alle 21,00
  • giovedì 06 DICEMBRE 2018 dalle 20,00 alle 21,00 
Gli incontri sono riservati ai soci, avranno luogo presso la ns. associazione a Ivrea (TO) in Via Circonvallazione n° 49.

Le tecniche di rilassamento tradizionali sono un metodo sistematico per indurre un completo rilassamento fisico, mentale ed emozionale. Utili per la gestione dello stress e per rafforzare il sistema corporeo in genere. Quindici minuti di postura in rilassamento profondo eseguito correttamente equivalgono ad un'ora di sonno profondo. La capacità di rilassarsi e di abbandonare le tensioni è un prerequisito essenziale per accedere allo stato di meditazione. Per questo le tecniche di rilassamento verranno proposte all'inizio dell'incontro per predisporci ad uno stato di silenzio, porta della meditazione. 

---------------- ------------------- ----------------- --------------------

IL RILASSAMENTO PROFONDO  E LA GESTIONE DELLO STRESS, I parte 
Tra le differenti tecniche di rilassamento, una delle più conosciute nella tradizione yoga è lo Yoga Nidra di Swami Satyananda:
" Yoga Nidra, che deriva dal Tantra, è una potente tecnica dalla quale imparare a rilassarvi consciamente. Nelle pratiche di yoga nidra il sonno non viene considerato come rilassamento. Le persone sentono che si stanno rilassando quando si distendono in poltrona con una tazza di caffè, una bevanda...queste sono solo diversioni sensoriali. Il vero rilassamento è, in effetti, un'esperienza che va oltre a tutto ciò. Per un rilassamento assoluto dovete rimanere consapevoli. Questo è lo yoga nidra, lo stato di sonno dinamico.
Il termine yoga nidra deriva da due parole sanscrite, "yoga" che significa unione e consapevolezza unidirezionale e "nidra" che vuol dire sonno. Durante la pratica di yoga nidra si appare addormentati ma la coscienza funziona ad un livello di consapevolezza più profondo. Per questa ragione si fa spesso riferimento a yoga nidra come sonno psichico o profondo rilassamento con consapevolezza interiore. In questo stadio intermedio tra il sonno e la veglia, il contatto con la dimensione subconscia ed inconscia avviene spontaneamente. In yoga nidra lo stato di rilassamento viene raggiunto rivolgendosi interiormente, lontano dalle esperienze esteriori. Se la coscienza può essere separata dalla consapevolezza esteriore e dal sonno, essa diviene molto potente e può essere applicata in molte maniere, per esempio per sviluppare la memoria, per incrementare la conoscenza e la creatività o per trasformare la propria natura….
Durante gli ultimi cento anni circa, il tipo di vita è molto cambiato in tutto il mondo. Il sistema sociale ed altri sistemi non sono più com'erano nei tempi passati. Ciò ha portato ad una dispersione di energie umane a tutti i livelli. La mente dell'uomo ha perso il punto di equilibrio ed armonia in ogni sfera dell'esistenza. Siamo così presi dalla sopravvivenza materiale che non siamo più consapevoli di ciò che è accaduto. Entro gli ultimi due secoli le malattie sono emerse con nuove dimensioni, espressioni e manifestazioni, raggiungendo un apice negli ultimi decenni. La scienza medica ha messo fine alle grandi epidemie del passato, ma ora siamo di fronte ad una nuova epidemia di disturbi dovuti allo stress, causato dalla nostra incapacità di adattamento al ritmo altamente competitivo della vita moderna. Malattie psicosomatiche come il diabete, l'ipertensione, l'emicrania, l'asma, l'ulcera, disordini della digestione e malattie della pelle emergono da tensioni nel corpo e nella mente
La moderna scienza medica cerca di risolvere questi problemi in molte maniere ma, francamente parlando, ha fallito nel portare la salute necessaria all'uomo. Questo perché il problema reale non si trova nel corpo; esso ha origine nel cambiamento degli ideali dell'uomo, nel suo modo di pensare e di sentire. Quando c'è dissipazione di energia, dispersione di ideali, come ci si può aspettare di avere armonia nel corpo e nella mente?
Le tre tensioni:
Le tensioni muscolari sono in relazioni al corpo, al sistema nervoso e a squilibri del sistema endocrino. Queste possono essere facilmente rimosse con un profondo rilassamento fisico, ottenuto nello stato di yoga nidra.
Le tensioni emozionali che emergono dalle svariate dualità come amore/odio, guadagno/perdita, successo /fallimento, felicità/infelicità sono più difficili da rimuovere. Questo perché non siamo capaci di esprimere le nostre emozioni liberamente e apertamente. Spesso ci rifiutiamo di riconoscerle, perciò vengono represse e le tensioni che ne risultano divengono sempre più radicate. Non è possibile rilassare queste tensioni con un sonno o rilassamento ordinario. Abbiamo bisogno di un metodo come yoga nidra, dove l'intera struttura emozionale della mente può essere tranquillizzata.
Le tensioni mentali sono il risultato di un'eccessiva attività mentale. La mente è un turbinio di fantasia, confusioni e oscillazioni. Durante tutta la vita, tutte le esperienze registrate dalla nostra coscienza vengono accumulate nel corpo mentale. Di volta in volta queste esperienze esplodono con effetti sul nostro corpo, mente, comportamento e reazioni. Quando siamo tristi, arrabbiati o irritati, attribuiamo spesso tali condizioni mentali ad alcune cause superficiali. Ma la causa che sta dietro al comportamento abnorme dell'uomo, si trova nel cumulo di tensioni nel piano mentale. Yoga nidra è una scienza del rilassamento che permette ad ognuno di noi di penetrare profondamente nei regni della mente subconscia e quindi di liberare e di rilassare le tensioni mentali, stabilendo l'armonia in tutti gli aspetti del nostro essere."

"Yoga nidra" di Swami Satyananda Saraswati Ed. Satyananda Ashram Italia

sabato 25 agosto 2018

Corsi 2018 - 2019



Le lezioni riprenderanno dalla settimana del 10 settembre con l’apertura delle iscrizioni per gli associati e le lezioni di prova per i nuovi arrivi.

Le nostre proposte di corsi di gruppo a cadenza settimanale:
YOGA DEL KASHMIR: pratica tradizionale e meditativa: la percezione delle sensazioni del corpo, del respiro senza aspettativa e senza scopo. L'ascolto è arte, silenzio, vibrazione.
MARTEDI’ 19,30 – 20,45
GIOVEDI’ 18,30 – 19,45

YOGA LEGGERO: movimenti dinamici, posture e sequenze per stimolare la flessibilità, la tonicità muscolare e la mobilitazione articolare. L’attenzione al respiro per rinnovare l’energia e ritrovare la calma mentale.
MERCOLEDI’ 10,00 – 11,00
GIOVEDI’ 13,00 – 14,00

TAI CHI CHUAN: arte marziale cinese nata dall’osservazione della natura. E’ meditazione in movimento, ricerca di equilibrio e unione, è la vita. L’insegnante Fiorella Giarrizzo segue la scuola del maestro Wang Wei Guo dal 1999.
MARTEDI’ 12,30 – 13,30

A cadenza mensile:
Il primo giovedì del mese verranno proposti incontri di MEDITAZIONE e RILASSAMENTO  a partecipazione libera, aperta anche a chi non segue i corsi.

Il secondo sabato del mese si svolgeranno incontri tematici e approfondimenti delle tecniche yoga.

N.B.
Gli orari indicati dei corsi proposti in pausa pranzo:
MARTEDI’ 12,30 – 13,30 (THAI CHI CHUAN)
GIOVEDI’ 13,00 – 14,00 (YOGA LEGGERO)
sono solo indicativi e potranno subire delle leggere modifiche per andare incontro alle esigenze dei partecipanti.
La cadenza degli incontri mensili e le date degli incontri verranno valutate e confermate di volta in volta.
Per restare aggiornati consultare questo blog o la pagina facebook: Sundaram

lunedì 16 luglio 2018

L'arte di ascoltare, Jean Klein

Tu dici che, quando il corpo-mente si libera dall'interferenza psicologica, si mette spontaneamente in ascolto, che è lo strumento dell'auto indagine. Potresti approfondire?
La scoperta della tua vera natura non può avvenire attraverso la memoria. Essa passa per l'attenzione multidimensionale, che si verifica naturalmente quando la memoria è assente. Quest'attenzione innata è l'ascolto. Quando sei in ascolto, ti senti immerso nella vastità, nell'immensità, dove non ci sono né un ascoltatore né un osservatore. Solo nell'ascolto può avvenire la trasmutazione dalla conoscenza acquisita all'autentico conoscere. Ascoltare è un'arte che devi conoscere. E' essere aperti a ogni espressione della vita. Le espressioni della vita non sono mai ripetitive. Potrebbe esserci analogia ma non c'è ripetizione. Osserva che l'apparente ripetizione non è che memoria. Ascoltare è accogliere la vita senza fare riferimento a ciò che già si conosce. La vera scoperta avviene solo nell'istante immediato. Non sarà mai possibile comprendere il non conosciuto attraverso il conosciuto. Siamo educati all'esperienza, a cercare una ragione, a interpretare, ma dobbiamo esplorare la possibilità di vivere come non-esperienza. Tale esplorazione si verifica in un ascolto non-reattivo. Nell'ascolto incondizionato siamo aperti a tutte le possibilità, e in assenza di restrizione avviene la percezione diretta.
Come posso imparare l'arte di ascoltare?
Solo vivendola, come un musicista imparare ad ascoltare ascoltando. Non esistono tecniche, discipline o idee che tu possa sostituire all'ascolto stesso. Tutte queste cose sono zuccherini per l'ego. Più conosci l'ascolto attraverso l'ascolto, più sei libero dall'immagine di te stesso. L'insegnamento serve solo a riportarti all'ascolto. Nell'ascolto non si ascolta qualcosa: ti trovi nell'apertura, nel non-stato dell'ascolto stesso.
Dici che l'ascolto viene dall'ascoltare. Puoi essere un po' più preciso su cosa sia concretamente?
Il vero ascolto non è un processo cerebrale; non è una funzione. E' una ricettività aperta libera da anticipazione, realizzazione o conseguimento. Non è un atteggiamento che si assume né è confinato alle orecchie, proprio come quando sei affamato e dici "non ci vedo più dalla fame" non ha niente a che vedere con l'organo della vista.
Come posso arrivare a questa ricettività?
Se poni l'attenzione sulle orecchie, sentirai che cercano costantemente di afferrare qualcosa. Lo stesso vale per gli occhi, la mente e tutti i tuoi organi. Smetti di cercare di afferrare e scoprirai che tutto il tuo corpo è per sua natura un organo di sensibilità. L'orecchio non è che un canale per questa sensazione globale. Non è un fine di per sé. Ciò che viene udito è anche percepito, visto annusato e toccato. I tuoi cinque sensi, l'intelligenza e l'immaginazione si liberano ed entrano in gioco. Ti senti completamente espanso nell'universo, senza un centro né un confine. L'ego, che è una contrazione, non riesce a trovare appigli in questa presenza e così l'ansia e le simpatie o antipatie si dissolvono. Senti questa pienezza pur senza percepirla. La senti ma non la puoi categorizzare in nessuna sensazione conosciuta. gli organi di senso sono solo indicatori della consapevolezza globale. Ma generalmente si appropriano dell'oggetto apparente e gli impediscono di svilupparsi nella sua completezza. Cerca di ascoltare e osservare senza focalizzarti su cose specifiche. Lascia che il tuo udito e la tua vista trovino la loro multidimensionalità naturale. Quando il tuo ascolto non ha obiettivi né motivi, allora diventa ascolto incondizionato. Tutto ciò che emerge è in questo ascolto, ma non c'è un ascoltatore che si focalizza su alcun suono. Alla fine tutti i suoni svaniscono nell'ascolto stesso. Allora tu sei tutt'uno col momento. Non c'è spazio e non c'è tempo. Poiché è ascolto in quanto essenza e non funzione, non dipende da un oggetto ascoltato. l'ascolto senza rappresentazione è come una calamita a cui tutti gli oggetti puntano e in cui svaniscono. L'ascolto si riferisce a se stesso. E' lo stato naturale. Quindi tu giungi alla profonda conclusione che tutti i suoni puntino al silenzio e che il silenzio esista sia prima che dopo l'ascolto.
Non è naturale voler guardare ed ascoltare ciò che è piacevole e bello? non ci sono delle scelte inevitabili oggi nel mondo? hai detto spesso che nella vita dobbiamo scegliere di vedere le cose più belle della nostra società. Chi può dire cosa sia bello?
Siamo fatti di armonia e tutto ciò in cui la vediamo riflessa ci attrarrà. Ma quest'armonia non c'entra niente con ciò che comunemente viene definito piacevole o bello. Quando viviamo nella bellezza c'è una discriminazione spontanea che non è basata sul convenzionale. Osserva quando qualcosa attrae te perché risuona col tuo gusto prevalente e quando invece attrae il tuo intero essere, che è senza tempo.
Chi sono io? La ricerca più sacra, Jean Klein Ed. Antipodi

mercoledì 11 luglio 2018

Se si canta la OM, Vijnana Bhairava Tantra



16. Se si canta la OM o altre formule sacre e si evoca il vuoto che segue il suono protratto: per l'eminente possenza di questo vuoto, o Bhairava, si sprofonderà nella vacuità.

L'esempio di un suono protratto è il canto del gallo dove la sillaba finale è tre volte più lunga della prima. Alla fine di un suono prolungato o di una nota tenuta a lungo, si gusta una qualità particolare di silenzio, per parlare col nostro Tantra, di vacuità (shûnyatâ).
OM è il suono primordiale, il verbo eterno (shabda brahman), l'inafferrabile vibrazione (spanda) dalla quale l'universo emana all'inizio di ogni ciclo e nel quale si riassorbe alla fine. Si dirà più avanti qualche parola sul simbolismo dei tre caratteri AUM dei quali questa sillaba è composta. Quando la si canta, la si deve sentire partendo dal cuore (lettera A) poi, tramite la via centrale (sushumnâ), accedendo alla gola (U) e al palato (M). Essa fora in seguito il chakra tra le sopracciglia (bhrûmadya) e la sua risonanza nasale infinitamente sottile non smette di risuonare alla sommità del capo.

Cent douze méditations tantriques, Le VIJNANA BHAIRAVA TANTRA traduit eT commenté par Pierre Feuga Ed. Accarias L'Originel

lunedì 9 luglio 2018

Festival, estate e saluti



Terminata la bella esperienza al festival yoga "Uniti nella Bellezza" presso il Forte di Bard e presso Champoluc nella splendida Valle d'Aosta, la nostra associazione si prende una piccola pausa estiva.



Le lezioni e i corsi di yoga riprenderanno dal 10 settembre 2018 
lezioni di prova dal 10 al 16 settembre:

vi auguriamo una buona estate!



mercoledì 27 giugno 2018

Carbonio, Primo Levi

 

Potrei raccontare innumerevoli storie diverse, e sarebbero tutte vere: tutte letteralmente vere, nella natura dei trapassi, nel loro ordine e nella loro data. Il numero degli atomi è tanto grande che se ne troverebbe sempre uno la cui storia coincida con una qualsiasi storia inventata a capriccio, Potrei raccontare storie a non finire, di atomi di carbonio che si fanno colore o profumo nei fiori; di altri che, da alghe minute a piccoli crostacei, a pesci via via più grossi, ritornano anidride carbonica nelle acque del mare, in un perpetuo spaventoso girotondo di vita e di morte, in cui ogni divoratore è immediatamente divorato; di altri che raggiungono invece una decorosa semi-eternità nelle pagine ingiallite di qualche documento di archivio, o nella tela di un pittore famoso; di quelli a cui toccò il privilegio di fare parte di un granello di polline, e lasciarono la loro impronta fossile nelle rocce per la nostra curiosità; di altri ancora che discesero a far parte dei misteriosi messaggeri di forma del seme umano, e parteciparono al sottile processo di scissione duplicazione e fusione da cui ognuno di noi è nato. Ne racconterò invece soltanto ancora una, la più segreta, e la racconterò con l'umiltà e il ritegno di chi sa fin dall'inizio che il suo tema è disperato, i mezzi fievoli, e il mestiere di rivestire i fatti con parole fallimentare per sua profonda essenza.
E' di nuovo fra noi, in un bicchiere di latte. E' inserito in una lunga catena, molto complessa, tuttavia tale che quasi tutti i suoi anelli sono accetti dal corpo umano. Viene ingoiato: e poiché ogni struttura vivente alberga una selvaggia diffidenza verso ogni apporto di altro materiale di origine vivente, la catena viene meticolosamente frantumata, ed i frantumi, uno per uno, accettati o respinti. Uno, quello che ci sta a cuore, varca la soglia intestinale ed entra nel torrente sanguigno: migra, bussa alla porta di una cellula nervosa, entra e soppianta un altro carbonio che ne faceva parte, Questa cellula appartiene ad un cervello, e questo è il mio cervello, di me che scrivo, e la cellula in questione, ed in essa l'atomo in questione, è addetta la mio scrivere, in un gigantesco minuscolo gioco che nessuno ha ancora descritto. E' quella che in questo istante, fuori da un labirintico intreccio di sì e di no, fa sì che la mia mano corra in un certo cammino sulla carta, la segni di queste volute che sono segni; un doppio scatto, in su e in giù, fra due livelli d'energia guida questa mia mano ad imprimere sulla carta questo punto: questo.


Estratto dal racconto "Carbonio", Il sistema periodico di Primo Levi

martedì 19 giugno 2018

Vivere nel rilassamento della fede, Vimala Thakar



Cosa succede alle cellule del cervello, come vengono attivate nella guaritrice totalità del silenzio, è qualcosa che non so esprimere in termini scientifici, ma è qualcosa che ho visto. Nel silenzio, si attivano parti del cervello che non hanno nulla in comune con la memoria. Questo è quanto di meglio io possa spiegare.
Energia abbondante, vigore e vitalità illimitati, saturano e permeano una nuova persona la cui psiche non ha centro, nemmeno nel corpo; la cui conoscenza può percepire senza dividere la vita in "me" e "non me".
Ancora meglio, il movimento di tale persona è come il movimento di un'onda in seno all'acqua, non è separata e indipendente dall'oceano, anche se la sua forma crea l'illusione che lo sia. L'individualità di questa persona è come un'onda sulla superficie dell'oceano. E' sempre connessa con l'oceano e affonda in esso. La totalità nella forma di un individuo è come un'onda, un'onda sulla totalità del cosmo.
Quando ci rilassiamo nella consapevolezza dell'unità della vita, non ci aspettiamo che accada qualcosa, perché le aspettative sono basate sul passato. Ma a un livello più sottile, possiamo desiderare che il passato continui attraverso il presente in qualche aspetto qualificato o modificato, e si manifesti. Il desiderio previene il rilassamento in quanto vi è la tensione provocata dal cercare di rilassarci mentre soffriamo di aspettative croniche circa il futuro, circa l'ignoto. Se subconsciamente stiamo calcolando, misurando, sperando qualcosa, allora non c'è rilassamento; c'è solo lo sforzo di trattenere il passato mentre si esplora l'ignoto.
Il rilassamento nella fede non è solamente fisico, muscolare, neurologico, ma scende più in profondità nella psiche. A un livello profondo voi comprendete quand'è che è richiesto uno sforzo e quando invece non lo è. Ai livelli fisico e psicologico voi richiedete uno sforzo dal corpo, dalla mente, dal cervello per potervi prendere cura della vita quotidiana, e dovete imparare a compiere questi sforzi in maniera confortevole e precisa. Ma nel rilassamento della fede lo sforzo non ha alcun rilievo; può solo continuare il movimento condizionato della mente e non permettere che accada alcunché di nuovo.
Voi dite: "Non posso fare nessuno sforzo ora; qualsiasi cosa avverrà, sarà attraverso il movimento dell'intelligenza universale". Così voi aprite con grazia tutte le porte e le finestre dell'essere e vi liberate di tutti i calcoli e le aspettative. Allora l'intelligenza cosmica ha l'opportunità di operare sull'intero essere. I nostri sforzi per interpretare l'inconoscibile, l'ignoto con qualsiasi vocabolo, con qualsiasi forma di verbalizzazione, creeranno uno schermo di condizionamenti e preverranno la comunione. Ma noi, che siamo un prodotto della civilizzazione e della cultura, noi abbiamo glorificato gli sforzi. Non abbiamo familiarità con questa dimensione dell'essere in cui siamo rilassati nella fede e non abbiamo aspettative, né prescrizioni su ciò che accadrà.
Dobbiamo sapere in anticipo cosa farà l'intelligenza universale, in che modo modellerà ognuna delle nostre vite. Non ci piace avere delle forze che operano su di noi senza sapere logicamente, metodicamente cosa accadrà. Abbiamo paura di essere vulnerabili, persino la parola vulnerabilità ci mette paura. Immaginiamo pericoli sconosciuti o inconoscibili per noi, è quanto più ci piacerebbe che la freschezza di una nuova energia emergesse nelle nostre vite, tanto più ci piacerebbe averne il controllo.
La nostra vita testimonia la nostra mancanza di fede, la nostra ritrosia nel permettere alla grazia dell'ignoto di discendere in noi. Vediamo il movimento dell'universo intorno a noi e ne deduciamo teorie elaborate, oppure componiamo bei poemi e inni, ma non arriviamo a percepire intuitivamente che una forza dinamica e intelligente opera in noi tutto il tempo, così come opera in qualsiasi cosa esista. La nostra tendenza all'isolamento, alla separatezza, alla divisione, non ci lascia riconoscere pienamente il fatto che noi siamo in intima relazione con tutte le espressioni dell'universo e ci impedisce di divenire consapevoli a un livello profondo che non possiamo dare ordini alla forza cosmica dell'intelligenza.
Cerchiamo di mantenere la supremazia in molti modi sottili. Cerchiamo di formulare piani, orari, immagini di come il divino debba manifestarsi nella nostra vita. Anche come ricercatori spirituali dediti alla scoperta della verità, abbiamo desideri subconsci, aspettative circa le modalità con le quali l'intelligenza cosmica opererà su noi. Evitiamo molto abilmente di divenire interamente vulnerabili, nonostante la vulnerabilità alla forza cosmica dell'intelligenza sia la sicurezza stessa. Poiché la forza cosmica è intelligente e non cieca, caotica, se le permetteremo di operare in ogni fibra del nostro essere, troveremo la bellezza e la grazia.
Se possiamo rilassarci nella fede, nasciamo in una nuova dimensione della vita ove tutto il patrimonio della conoscenza, dell'esperienza, tutti i movimenti condizionati del passato divengono irrilevanti ed entrano in sospensione. L'eredità della mente condizionata non viene distrutta, essa perde semplicemente di importanza. Come i giocattoli con i quali giocavamo nell'infanzia perdono importanza nella giovinezza o nella maturità, il passato perde importanza quando ci troviamo sulle frontiere dell'ignoto. I giocattoli come i condizionamenti non sono senza significato; essi, semplicemente, hanno perso la loro importanza per il movimento della vita che è in noi e non offrono più lo stesso piacere. Ma sono ancora reali, esistono ancora. Intellettualmente, psicologicamente non dobbiamo abbandonarli o rinunciarvi; perdono semplicemente importanza nel contesto, nel centro della nostra vita attuale.
Non so cosa ci sia da rinunciare nella vita, e cosa ci sia da acquisire, da ottenere. In realtà nella vita noi siamo organicamente in relazione con tutto; siamo fusi in una unità. Quando abbiamo  una percezione intuitiva della totalità dell'interezza, dell'assoluta realtà, noi rinunciamo facilmente alle false percezioni della realtà relativa. Non è che siamo cresciuti o che abbiamo perduto qualcosa. E' solo che abbiamo visto il vero come vero e il falso come falso.
Quando abbiamo una percezione intuitiva dell'unità della vita, non c'è bisogno di rinunciare a nulla. Ci rilassiamo semplicemente nella fede e lasciamo che la forza cosmica dell'intelligenza agisca sul nostro essere. Se l'intelligenza cosmica causa la crescita del seme che voi piantate nel profondo del cuore, aiutandolo a germogliare; se essa aiuta il legno a contenere l fuoco in sé; se aiuta l'acqua a rompere le più dure rocce della montagna, allora la forza dell'intelligenza contenuta nell'universo può anche causare negli esseri umani la trascendenza del conosciuto. Ma affinché la mutazione possa avvenire dobbiamo essere senza paura, dobbiamo avere l'umiltà, la fede. Quando entriamo nel mondo del silenzio trans-razionale e trans-psicologico, ciò non avviene nell'arroganza della superiorità, ma nella vulnerabilità, nel rilassamento della fede.
Vivere, Vimala Thakar Ed. Ubaldini