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Sahaja, il non-stato naturale. Jean Klein

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Fino a che c'è un residuo di chi medita e qualcosa su cui meditare fate della meditazione un'attività della mente. Ogni attività è una contrazione. La meditazione non è un'attività di nessun tipo. Sentitevi nella verticalità, ma non cercate di porvi in posizione verticale. Quando vi sentite nella verticale siete nel senza tempo. Tutte le azioni sono sul piano orizzontale, la meditazione è dove il tempo e il senza tempo si incontrano, nel cuore. Siate nella sensazione dell'intero corpo, sentitelo nello spazio, entrate completamente nello spazio che non appartiene al tempo, dissolvetevi totalmente in questa espansione.  La meditazione è ogni attimo. Gli occhi vedono, le orecchie sentono, gli organi funzionano, non c'è interiorizzazione né concentrazione né introversione, e nemmeno assorbimento dei sensi.  Non tornate alle vecchie abitudini di raccoglimento. Apritevi in una espansione senza direzione, lo spazio senza spazio.  Questo non è Nirvikalpa samadhi (che è ancora, …

Silenzio-Guru-Grazia, Ramana Maharshi

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Domanda: "Perché Sri Bhagavan non si mette a predicare la verità alla gente?" Ramana Maharshi: "Come fa a sapere che non lo faccio? Predicare consiste forse nel salire su una tribuna e nell'arringare il popolo? Predicare è semplice comunicazione di conoscenza, e questo può essere fatto anche in silenzio. Che cosa pensate di un uomo che ascolta un discorso per un'ora e se ne va senza riportare un'impressione che lo aiuti a cambiare vita? Paragonatelo a un altro che siede a una santa presenza e dopo un certo tempo se ne va con la visione della vita totalmente cambiata. Cosa è meglio: predicare a voce alta senza effetto o sedere in silenzio mandando la forza intuitiva ad agire? Le parole sono le nipoti della sorgente originale. Se le parole possono produrre un effetto, considerate quanto sia più potente predicare tramite il silenzio. Un essere autorealizzato non può fare a meno di giovare al mondo. La sua stessa esistenza è il bene più alto. La Grazia del gu…

Puro ascolto, Jean Klein

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Si richiede uno sforzo, su questo sentiero? Personalmente trovo che ho sempre meno energia per fare uno sforzo in una qualsiasi direzione. Lei non può fare uno sforzo senza una tensione. Ma perché fare uno sforzo? Soltanto perché lei mira ad un risultato, a qualcosa che è fuori di lei. Ma quando sa veramente che quello che cerca è la sua vera natura, allora si libera dall'impulso di sforzarsi. Prima di tutto osservi dunque che lei sta costantemente facendo uno sforzo. Quando lei sarà consapevole di questo processo, si troverà fuori di esso. E potrà arrivare alla percezione originale di essere lei stesso davvero silenzio. Ma questo vedere non richiede nessuno sforzo? No. Questo vedere è il vostro stato naturale. Siate soltanto consapevoli del fatto che non vedete. Diventate più consapevoli del fatto di essere continuamente in reazione. Vedere non richiede sforzo, perché la vostra natura è vedere, essere silenzio. Quando non cercate più un risultato, non cercate di criticare, di valuta…

Sofferenza-Grazia-Divino, Mère

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Il potere di formazione presenta un grande vantaggio, se si sa come utilizzarlo. Potete fare buone formazioni, e se le fate in maniera appropriata, esse agiranno allo stesso modo delle altre. Potete fare un gran bene alle persone semplicemente sedendovi tranquillamente nella vostra stanza, probabilmente è molto meglio di affrontare il gran frastuono esteriore. Se sapete come pensare correttamente, con forza, intelligenza e gentilezza, se amate qualcuno e gli volete bene sinceramente, profondamente, con tutto il cuore, ciò gli farà molto bene, sicuramente molto più di quanto possiate pensare. L'ho detto spesso; ad esempio, a coloro che sono qui e hanno appreso che qualcuno della loro famiglia è molto malato, e sentono l'impulso puerile di precipitarsi immediatamente presso il malato per assisterlo. Io vi dico, a meno che non si tratti di un caso eccezionale e non ci sia nessuno ad assistere il malato (e a volte neanche in questo caso), se conoscete il modo di mantenere l'at…

YOGA

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Qual è lo yoga proposto?
Lo yoga proposto fa riferimento alla tradizione, la tradizione è ascolto.
Quello che si condivide nelle lezioni di yoga è l'attitudine ad un ascolto profondo del corpo e del respiro, un invito a porsi con lo sguardo da "osservatore". 

Cosa facciamo a lezione?
Con questa predisposizione di ascolto si eseguono le differenti tecniche e movimenti: - movimenti di alcuni segmenti del corpo, come le mobilizzazioni articolari, le torsioni, le rotazioni o altri passaggi in preparazione delle posture 
- esercizi specifici per lo stimolo e l'equilibrio di differenti organi (vista, tatto, udito) e sistemi del corpo (digestivo, riproduttivo-area pelvica)
- posizioni statiche, posture dette asana
- respirazioni consapevoli respiro spontaneo  e tecniche respiratorie tipiche dello yoga pranayama
- consapevolezza corporea e rilassamento profondo 
- momenti di silenzio e meditazione
- mantra

Quali sono i benefici dello yoga?
- integra il corpo (benessere)
- migliora la post…

Meditazione, Jean Klein

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Quando abbiamo compreso pienamente che il corpo, le sensazioni, le emozioni e il pensiero sono oggetti della coscienza e che noi siamo il loro conoscitore ultimo, si stabilisce in noi un certo contegno, una posizione che integreremo sempre più. Perdiamo allora l'abitudine di identificarci con il pensatore, l'attore, colui che soffre o gioisce, e l'ego perde ogni sostanza. Per il fatto di essere orientato verso qualcosa di non oggettivo e di ignoto, le energie affettive, intellettuali e spirituali vengono raggruppate e orchestrate in modo del tutto nuovo.
Questa riflessione profonda, che è la meditazione, dev'essere esaminata sotto molti angoli ed esercitata ogni giorno per canalizzare le nostre energie. E le stesse energie che ci legavano al mondo oggettivo, ci condurranno verso il lasciare la presa.
Nel momento in cui saremo nella posizione del testimone, dello spettatore, del conoscitore, quella che si può chiamare l'esperienza non duale accadrà spontaneamente. Lo …

yoga del Kashmir

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Lo yoga del Kashmir o l'arte dell'ascolto.
L'ascolto delle sensazioni del corpo, del respiro, senza richiesta, senza aspettativa, senza niente da raggiungere. L'ascolto è silenzio, vibrazione.

Il corpo si fa spazio e silenzio, nel movimento lento e partecipeogni gesto si compie senza scopo. Nell'assenza di volontà e di direzione il corpo èsvuotato dalle proprie tensioni, diviene ascolto puro, si apre alla bellezza dell'istante. Questo lasciare la presacalma la mente e facilitauna nuova disponibilità e una presenza che via via si ripresenterànel quotidiano.

Non c'è niente da compiere, tutto è perfetto per come si presenta, per questa tradizione di yoga non duale l'istante è l'unica realtà.

Lo yoga tantrico non duale ha le sue origini nel Kashmir dell'VIII sec., è proposto secondo gli insegnamenti di Eric Baret, allievo e testimone della presenza diJean Klein.

Non è necessario essere particolarmente sciolti o prestanti per prendere parte a questa pra…